Responsabilità Sociale

Progetto “Parlami Ancora

Banca di Bologna supporta il progetto “Parlami Ancora
della Fondazione Sant’ Orsola
Per aiutare i ragazzi con disabilità a superare le conseguenze della pandemia  

Da tempo al fianco della Fondazione Sant’Orsola, Banca di Bologna supporta il progetto PARLAMI ANCORA, un servizio per le famiglie di bambini e ragazzi con disabilità intellettive che si trovano ad affrontare le pesanti conseguenze della pandemia.

Bambini e bambine che non vogliono più uscire di casa, che cadono preda di paure e fobie che avevano faticosamente superato, che arrivano a gesti di autolesionismo. Sono alcune delle conseguenze che il distanziamento sociale e l’isolamento – necessari per contenere la pandemia – hanno creato in tanti ragazzi e ragazze, ancora più forti in presenza di disabilità intellettive che rendono anche più complesso ogni tentativo di aiuto.

Per le loro famiglie Fondazione Sant’Orsola, grazie al sostegno di Banca di Bologna, ha deciso di mettere a disposizione un servizio di consulenza psicologica specialistico, proprio per fornire un supporto nella gestione di eventuali problematiche che il particolare periodo che stiamo vivendo può avere acuito, dando attraverso la consultazione psicologica più consapevolezza e maggiori strumenti per affrontarle.

Il progetto pilota, avviato nel secondo semestre del 2021, ha consentito di svolgere 136 sedute di supporto psicologico per i genitori di under 18 con disabilità intellettive, alle prese con le difficoltà aggiuntive determinate dall’emergenza sanitaria.

“Fin dall’inizio del lockdown 2020 – sottolinea Alberto Ferrari, Direttore Generale Banca di Bologna – abbiamo sentito il dovere di affiancare e sostenere l’ospedale Sant’Orsola con un nostro contributo diretto e immediato. Questa scelta ha segnato l’inizio di una più estesa, concreta e specifica attività con la Fondazione Sant’Orsola. Anche in questa delicata fase della pandemia siamo vicini alle famiglie e ai loro ragazzi. Vogliamo continuare a sviluppare la collaborazione con la Fondazione a sostegno dei progetti attuali e futuri per il territorio”.

Grazie al sostegno di Banca di Bologna, il progetto proseguirà anche nel 2022, con modalità che sono attualmente allo studio. Possono partecipare tutte le famiglie di under 18 con disabilità intellettive seguiti da un ambulatorio del Policlinico di Sant’Orsola. Le sedute di consulenza psicologica specialistica saranno rivolte ai genitori e, in questa fase, si svolgeranno online. Il numero e la cadenza degli incontri verranno stabiliti sulla base delle necessità delle singole famiglie e dei motivi della consultazione.

Le domande possono essere inviate scrivendo a parlamiancora@fondazionesantorsola.it

Maggiori informazioni visita il sito della Fondazione Sant'Orsola

 


Per comprendere meglio il valore del progetto, ecco la testimonianza di una mamma che ha partecipato al progetto

Un’oasi in cui respirare a pieni polmoni

Vi scrivo emozionata e grata di aver fatto parte del progetto “Parlami ancora” e felice che vada avanti ancora per un po’. Ci siamo accostati alla Fondazione Sant’Orsola solo da un anno, ma è stato come uscire da un deserto e trovare un’oasi di servizi, competenza e accoglienza.

Per noi la sindrome di Down ha rappresentato da subito una occasione e una sfida enormi, perché per una serie di motivazioni siamo rimasti soli, non compresi, non supportati da affetti o strutture. Il Covid ha fatto il resto. Essere genitori di un bambino atipico e gravemente ammalato è già problematico, fare due lockdown è stato impegnativo e faticoso oltre ogni misura. Ma proprio lì dove non avevamo più forze e speranze, è arrivata la Fondazione ed è stato come respirare a pieni polmoni dopo una lunga apnea.

Nello specifico, la dottoressa che mi segue con un impegno e una professionalità incredibili, è stato il mio supporto insostituibile. In questi due anni incredibili e senza precedenti, ci siamo privati di qualsiasi tipo di attività fosse nostra propria, per ridurre al minimo la possibilità di contagi, per dare a Jacopo e poi Isabella tutti gli strumenti w le possibilità di crescita. Il sostegno alla famiglia ed alla coppia e’ mancato e se non fosse stato per i contatti continui e disponibili della dottoressa, probabilmente la nostra crisi invece di andare a risolversi, si sarebbe accentuata.

Il Covid non è finito, la Sindrome di Down non è ancora tutta “digerita”, ma abbiamo trovato uno spazio in cui parlare, confrontarci ed essere accolti per ciò che siamo, e questo spazio è insostituibile.